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Quest’estate? Si, cambiare!

Ci apprestiamo ad accogliere i caldi raggi solari dell’estate sulle nostre montagne e con loro la speranza di rivedere dei turisti.
Facciamo però un passo indietro, decine di anni fa in cui frotte di famiglie salivano dalla città alla montagna per trascorrere il periodo del sol leone. Tutti più o meno abbiamo sentito una frase di questo tipo: “Eh in quei tempi la corriera si fermava in piazza strapiena di gente. Tutti villeggianti. Gli affittavamo un paio di stanze ed erano contenti così. Tante volte il capo famiglia partiva la mattina e tornava la sera mentre la moglie e i figli rimanevano sù a godersi l’aria buona. In quei tempi sì che nel paese c’era gente!”.
Bei tempi; non c’è che dire.

Come ben sappiamo, da molti anni la situazione è drasticamente cambiata. A parte gli ultimi nostalgici – oramai quasi tutti in carrozzella-, nessuno più trascorre tempi così lunghi sulle nostre montagne.
Penso a molteplici fattori. Automobili più veloci permettono di raggiungere il Trentino molto più facilmente. E’ stato fatto molto poco per valorizzare la ricettibilità e l’accoglienza, soprattutto da parte degli approfittatori – si pensi ad esempio alle catapecchie che alcuni vorrebbero affittare come fossero attici a Porto Cervo (i cittadini non sono stupidi, ricordiamolo). Poi dentro ci possiamo mettere tutto ciò che si vuole: è cambiata la percezione della montagna, le persone sono divenute più pigre, andare sul Mar Rosso costa meno etc etc etc.

Ci si potrebbe però chiedere: e se avessimo sbagliato noi ad interpretare il nostro turismo?

Penso infatti che se ci togliessimo dalla testa di emulare il Trentino, riusciremmo a risollevare le sorti del nostro paese – e più in generale della Lessinia.
Parole d’ordine: mordi e fuggi, cordialità ma soprattutto inventiva.
Un esempio fra tutti di attività che ha seguito questa strada è il BoscoPark a Bosco Chiesanuova. Mi permetto anche di citare le coraggiose aziende agricole che negli ultimi anni hanno deciso di mettersi in proprio per vendere i loro prodotti: i loro formaggi, i loro insaccati, le carni, castagne etc etc. Senza andare a chiedere l’elemosina a nessuno, la percezione è che stiano tracciando un nuovo corso della nostra economia turistica.

Qui di seguito alcuni cenni che mi sono venute in mente. La speranza è che ad alcuni possa far accendere una lampadina interna.
Se qualcuno, inoltre, ha un’attività da segnalare, un’idea che gli frulla in testa e vuole comunicarla al sottoscritto mi contatti alla mail segnalata a destra, oppure su facebook.

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Pubblicato da su aprile 29, 2011 in Critiche, Idee

 

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