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Lo Schifopuscolo

Sono giorni in cui ricevo molti messaggi.
Persone, paesani che nei miei articoli hanno ritrovato forse il gusto della critica e dell’ignoto. Poi ve ne sono altri ma di questi preferisco non parlarne.

Tra le domande più gettonate, spicca ovviamente la comprensibile “Chi sei veramente?”. Ah cari miei, per il momento impossibile saperlo.

La seconda più gettonata invece merita un certo spazio. Recita in questo modo: “Per quale motivo hai aperto il blog?”
La risposta è molto semplice: ho avviato questo blog a seguito della consegna dello Schifopuscolo (immagine in fondo a questo articolo).
Senza pretendere di essere esaustivo, voglio poter dare la lista dei passi e dei raffinati processi mentali che mi hanno portato a condividere in questo blog la mia idea di Roverè:

Passo 1 – Consegna in casa dello Schifopuscolo.
Passo 2 – L’ipotesi: l’ha portato un messo cumunale, quindi è una nuova tassa.
Passo 3 – Apertura dello Schifopuscolo e lettura del medesimo.
Passo 4 – L’ipotesi era sbagliata: no, non è una nuova tassa.
Passo 5 – Numble numble (nei fumetti la riflessione si denota in questo modo)
Passo 6 – Eureka! Ma questo non è altro che un accidenti di spot elettorale!
Passo 7 – Domanda: e chi l’ha pagato?
Passo 8 – Domanda 2: chi ha pagato il messo comunale?
Passo 9 – Raffinato processo mentale: se il nesso è comunale e la macchina è quella del comune…
Passo 10 – Altro raffinato processo mentale: se non sbaglio, il comune usa i miei soldi.
Passo 11 – #!?@#(mal parole) Con tutto quello che c’è da fare, usano i soldi per ‘ste minchiate! (da notare l’elevata cultura intrinseca di questo mio ultimo termine)
Passo 12 – Ennnnnno, questa volta non sto zitto.

Ed eccomi qui

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2 commenti

Pubblicato da su aprile 30, 2011 in Critiche

 

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Cattedrali nel deserto a Roverè veronese

Trova le differenze tra queste tre immagini.


E’ difficile; lo riconosco: le differenze sono così impercettibili da mettere in crisi anche i più grandi estimatori della settimana enigmistica.
Mentre immagino starete confrontando i dettagli delle tre con una lente di ingrandimento, sottoporgo una definizione che penso possa riassumere il concetto di fondo.

CATTEDRALE NEL DESERTO: La cattedrale nel deserto è, tipicamente, un’opera (spesso a carattere pubblico) realizzata in un contesto non sviluppato economicamente o socialmente. Tendenzialmente viene costruita con l’idea di sviluppare una zona depressa, ma, il più delle volte, si rivela unicamente un dispendio di denaro.

Analizziamo nel dettaglio il soggetto Percorso attrezzato alla Conca dei Parpari.

Selezione di alberi tristi (causa: abbandono)

Presenza di margherite bovine sul percorso chiuso (causa: abbandono)

Sempre sul percorso, presenza di monnezza abbandonata Napoli style (causa: indovinate?)

Incuria generale (a questo punto la causa penso sia intuibile)

La domanda a questo punto sorge spontanea: Che senso ha fare un progetto tanto impegnativo – si parla di decine di migliaia di euro – se poi lo si abbandona allo sfascio?
Non è che hanno usato i soldi della manutenzione per confezionare l’inutile schifopuscolo recapitato nelle nostre case, vero?

Detto questo, a tutti coloro che in questo momento staranno indirizzando improperi e/o ingiurie al sottoscritto (Cosa vuole questo qui? Come si permette di sputare nel piatto dove mangia? Bello sforzo, senza mettere la faccia! etc etc) lascio un altro paio di immagini – queste bellissime – delle nostre montagne al naturale.
Così come le precedenti, cliccate sopra le immagini per per ingrandirle.
Buon fine settimana e buona domenica delle palme a tutti.

 
1 Commento

Pubblicato da su aprile 16, 2011 in Critiche

 

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