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Internet, non p3 @veneti

Questa è il corpo di una mail appena giunta al mio indirizzo, inviatami direttamente dalla newsletter del comune:

A Roverè Veronese è in arrivo per i cittadini il centro di pubblico accesso ad Internet con tre postazioni per accedere gratuitamente al Web. Il centro verrà realizzato nella sala civica al piano terra del Comune di Roverè Veronese. L’apertura è fissata per sabato 18 giugno 2011 dalle ore 9.00 alle ore 11.00. Il servizio sarà aperto per 12 ore settimanali nei giorni di martedì (dalle ore 16.00 alle ore 20.00), giovedì (dalle ore 9.00 alle ore 13.00) e sabato (dalle ore 9.00 alle ore 13.00). Il centro fa parte della rete P3@Veneti finanziati dalla Regione Veneto con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).

Di primo impatto, le personali seguenti considerazioni:

1) Se i paesi del comune sono 4, perché un pubblico accesso solo a Roveré Veronese?
2) Gli orari che hanno scelto sono improponibili (solo martedì pomeriggio, il giovedì ed il sabato mattina)
3) E se sono il quarto a voler consultare Internet, mi tocca aspettare il mio turno?
4) Schermo, tastiera, mouse… io voglio accedere ad Internet con il mio telefonino, non con un pc!
5) E’ in definitiva un Internet point! Ma se non sbaglio gli Internet point stanno chiudendo, perché non più al passo con i tempi (Internet lo abbiamo tutti direttamente a casa).
6) Andare in piazza per navigare? No, voglio semplicemente consultare, non sedermi per mettermi lì per ore e ore.
7) Al turista niente Internet?

Non sarebbe stato necessatio l’intervento del pensiero illuminante di un genio, ipotizzare al posto di questo tipo di soluzione, l’installazione di un router wireless per ogni piazza – quelli con l’antennina – che potessero permettere la connessione di chiunque, purché munito di notebook – l’abbiamo tutti -, se non con il cellu, iPad e tutte le altre diavolerie che necessitano di una connessione.

Si insomma una soluzione che fosse di raggio più ampio, quindi migliore e sicuramente di minor costo (connessione, router e basta), non questo accrochio fatto in qualche modo, di cui si potrebbe lecitamente ipotizzare nessun interesse, se non quello dei produttori e degli intallatori di pc a carico dei contribuenti

Uno per ogni piazza. Si, lo so: sono un genio:)

 
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Pubblicato da su giugno 15, 2011 in Critiche, Idee

 

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Stranieri

Da pagina 9 dello Schifopuscolo:

Al 31/12/2010 la popolazione è di 2206 abitanti […] Nel Comune risiedono 215 cittadini stranieri […] Arrivano soprattutto dall’Est: Romania, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Albania, Polonia. Alcuni, ma in numero minore, provengono da Tunisia, Perù, Brasile, Marocco, Camerun, Nigeria.

La mia tesi a questo punto è: non sono pochi.
Anche in questo caso – come nel precedente – ho fatto qualche calcolo.

Totale abitanti: 2206
Totale stranieri: 215 —> 9,75% del totale; facciamo 10%
Totale italiani: 1991 —> 90,25% del totale; facciamo 90%

Per inoltrarmi ancor più in questo mio parto mentale, ho provato a raffigurare il tutto con un classico grafico a torta.

E’ come se, presi a caso dieci abitanti del comune di Roveré veronese, uno di essi fosse sempre straniero. La donnina in rosso è straniera:)

Primo errore: considerare gli stranieri tutti uguali. Provengono da paesi molti diversi – Romania e Camerun hanno molto poco in comune. E’ come se negli USA noi italiani fossimo confusi con cinesi e tunisini.
Un secondo errore: per non porsi il problema, darsi tono con frasi facili del tipo “paròni a casa nostra” oppure l’evergreen del genere: “i ne ruba il laòro”.

Contrariamente a quello che alcuni di voi potranno pensare, non ho scritto questo post per dare la mia versione.
La domande che voglio pormi invece sono: possibile che nessuno ponga la questione? Possibile che nessuno si stia in qualche modo accorgendo della loro presenza? E poi: si è fatto qualcosa per farli conoscere, oppure stiamo nascondendo la testa sotto la sabbia, nell’attesa che qualcosa accada?

Sfoglio adesso l’opuscolo programmatico del nuovo sindaco ed anche in esso – capitolo POLITICHE SOCIALI – non vi è il minimo accenno a questo tema.
Possibile sia l’unico che si pone queste domande?

 
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Pubblicato da su maggio 20, 2011 in Critiche, Idee

 

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Elezioni comunali 2011

Oggi vi voglio stressare ancora con discorsi sulla politica.
Qual è stato il primo pensiero che vi è venuto nel momento in cui avete aperto la scheda elettorale?
Personalmente ho pensato una frase del tipo: “Persino durante il regime fascista c’era la possibilità di scegliere un secondo partito. Certo, poi c’era l’olio di ricino e le bastonate ma almeno c’era la possibilità di scelta“.
Vabbè; pensiero questo personale ed estemporaneo.
Analizziamo invece i dati sotto il punto di vista della non preferenza, e quindi ragionando in termini di votanti che non hanno espresso la loro preferenza verso l’unica lista in gara. Volendo fare il difficile, ho provato a fare lo stesso calcolo con i dati delle scorse comunali – dove anche in questo caso si era presentata una sola lista.

Elezioni comunali del 15 – 16 maggio 2011

Elettori 1.672
Votanti 1.180
Schede bianche 60
Schede nulle 69       –>Non preferenze: 1672-1180+60+69= 621 (37,14%)

Elezioni comunali del 28 Maggio 2006

Elettori 1.616
Votanti 1.288
Schede bianche 49
Schede nulle 48     –>Non preferenze: 1616-1288+49+48= 425 (26,3%)

Perfetto, cosa emerge dal confronto?
Una consistente parte di elettorato, di paesani non sono in linea con la proposta della lista presentata. Un 10% abbondante in più delle scorse elezioni, se non vado errato.
Non sbagliato pensare a questa vittoria in termini non così entusiasmanti, se pur senza avversari sono riusciti a racimolare solamente il 62,86% delle preferenze.

 
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Pubblicato da su maggio 17, 2011 in Critiche

 

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Qualcosa si è rotto

Da poco mi è stato recapitato l’opuscolo della lista di Fabio Erbisti.
Ma di questo parlerò in un prossimo post.
Questa mattina semmai vorrei puntualizzare su un aspetto che – secondo me – denota cosa siamo divenuti noi compaesani: la presentazione di una sola lista elettorale alle imminenti elezioni comunali (15-16 Maggio).
A questo punto immagino stiate dicendo una frase del tipo “Embeh, cosa c’è di strano?”
Embeh il problema è più grave del previsto.
Per una buona Democrazia è infatti di fondamentale importanza avere sempre almeno due blocchi contrapposti – ma rispettosi – che discutano dei problemi del paese, partendo da presupposti diversi. Questo perché; essenzialmente perché la buona pratica della discussione approfondisce meglio la problematica, dando quindi modo di dare una risoluzione migliore e condivisa.
Detto in parole povere: se c’è un problema e ci sono due – o più – gruppi di persone che vogliono risolverlo, grazie alla discussione e alla condivisione dei rispettivi punti di vista, alla fine si troverà una soluzione che sia A-migliore (perché formata dalla parte buona delle soluzioni proposte) e B-accettata da tutti (e quindi più facilmente fattibile).
Se questo non accadesse- e nel comune di Roveré Veronese è la seconda volta che non accade -, ci sarà sempre il sospetto che nel comune si stia insediando una Oligarchia (governo in mano ad un gruppo ristretto di persone), la quale farebbe in modo di fare i comodi dei soggetti che l’appoggiano. Magari in buona fede. Magari no. Chiamiamoli intrallazzi.
Di tutto ciò, ovviamente coloro che ci rimettono sono la parte migliore: persone che faticano e lavorano, che pagano le tasse e si spaccano la schiena per fare studiare i figli, che vorrebbero avere un paese vitale, propositivo e senza l’ombra inquietante del sospetto interesse di qualcuno. Lo stesso paese perde in credibilità, accidenti!
Pertanto faccio un caloroso augurio al mio paese per vederlo di qui in avanti nel pieno di un risveglio positivo, propositivo, partecipe, privo di interessi personali (questa l’è dura, lo so) e magari anche divertente e stimolante per tutti i partecipanti – e non solo.
Insomma un paese vivo.

P.S.Questo post non voglio sia interpretato come una critica verso il nuovo sindaco – a cui faccio un sentito In bocca al lupo-, quanto una presa di coscienza del desolante deserto di sfiducia, formatosi attorno ai pochi che in qualche modo stanno cercando di dare una parvenza di rispettabilità – ma col sospetto.

P.S. Discussione non è andare a sparlare al bar, spandendo sparado parole a casaccio con il paraocchi semplicemente perché bisogna dire sempre e comunque qualcosa – preferibilmente contro per darsi tono. A volte è molto più onorevole dire un sincero “Sono un ignorante in materia ” e starsene zitti.

 
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Pubblicato da su maggio 13, 2011 in Critiche

 

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Lo Schifopuscolo

Sono giorni in cui ricevo molti messaggi.
Persone, paesani che nei miei articoli hanno ritrovato forse il gusto della critica e dell’ignoto. Poi ve ne sono altri ma di questi preferisco non parlarne.

Tra le domande più gettonate, spicca ovviamente la comprensibile “Chi sei veramente?”. Ah cari miei, per il momento impossibile saperlo.

La seconda più gettonata invece merita un certo spazio. Recita in questo modo: “Per quale motivo hai aperto il blog?”
La risposta è molto semplice: ho avviato questo blog a seguito della consegna dello Schifopuscolo (immagine in fondo a questo articolo).
Senza pretendere di essere esaustivo, voglio poter dare la lista dei passi e dei raffinati processi mentali che mi hanno portato a condividere in questo blog la mia idea di Roverè:

Passo 1 – Consegna in casa dello Schifopuscolo.
Passo 2 – L’ipotesi: l’ha portato un messo cumunale, quindi è una nuova tassa.
Passo 3 – Apertura dello Schifopuscolo e lettura del medesimo.
Passo 4 – L’ipotesi era sbagliata: no, non è una nuova tassa.
Passo 5 – Numble numble (nei fumetti la riflessione si denota in questo modo)
Passo 6 – Eureka! Ma questo non è altro che un accidenti di spot elettorale!
Passo 7 – Domanda: e chi l’ha pagato?
Passo 8 – Domanda 2: chi ha pagato il messo comunale?
Passo 9 – Raffinato processo mentale: se il nesso è comunale e la macchina è quella del comune…
Passo 10 – Altro raffinato processo mentale: se non sbaglio, il comune usa i miei soldi.
Passo 11 – #!?@#(mal parole) Con tutto quello che c’è da fare, usano i soldi per ‘ste minchiate! (da notare l’elevata cultura intrinseca di questo mio ultimo termine)
Passo 12 – Ennnnnno, questa volta non sto zitto.

Ed eccomi qui

 
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Pubblicato da su aprile 30, 2011 in Critiche

 

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Quest’estate? Si, cambiare!

Ci apprestiamo ad accogliere i caldi raggi solari dell’estate sulle nostre montagne e con loro la speranza di rivedere dei turisti.
Facciamo però un passo indietro, decine di anni fa in cui frotte di famiglie salivano dalla città alla montagna per trascorrere il periodo del sol leone. Tutti più o meno abbiamo sentito una frase di questo tipo: “Eh in quei tempi la corriera si fermava in piazza strapiena di gente. Tutti villeggianti. Gli affittavamo un paio di stanze ed erano contenti così. Tante volte il capo famiglia partiva la mattina e tornava la sera mentre la moglie e i figli rimanevano sù a godersi l’aria buona. In quei tempi sì che nel paese c’era gente!”.
Bei tempi; non c’è che dire.

Come ben sappiamo, da molti anni la situazione è drasticamente cambiata. A parte gli ultimi nostalgici – oramai quasi tutti in carrozzella-, nessuno più trascorre tempi così lunghi sulle nostre montagne.
Penso a molteplici fattori. Automobili più veloci permettono di raggiungere il Trentino molto più facilmente. E’ stato fatto molto poco per valorizzare la ricettibilità e l’accoglienza, soprattutto da parte degli approfittatori – si pensi ad esempio alle catapecchie che alcuni vorrebbero affittare come fossero attici a Porto Cervo (i cittadini non sono stupidi, ricordiamolo). Poi dentro ci possiamo mettere tutto ciò che si vuole: è cambiata la percezione della montagna, le persone sono divenute più pigre, andare sul Mar Rosso costa meno etc etc etc.

Ci si potrebbe però chiedere: e se avessimo sbagliato noi ad interpretare il nostro turismo?

Penso infatti che se ci togliessimo dalla testa di emulare il Trentino, riusciremmo a risollevare le sorti del nostro paese – e più in generale della Lessinia.
Parole d’ordine: mordi e fuggi, cordialità ma soprattutto inventiva.
Un esempio fra tutti di attività che ha seguito questa strada è il BoscoPark a Bosco Chiesanuova. Mi permetto anche di citare le coraggiose aziende agricole che negli ultimi anni hanno deciso di mettersi in proprio per vendere i loro prodotti: i loro formaggi, i loro insaccati, le carni, castagne etc etc. Senza andare a chiedere l’elemosina a nessuno, la percezione è che stiano tracciando un nuovo corso della nostra economia turistica.

Qui di seguito alcuni cenni che mi sono venute in mente. La speranza è che ad alcuni possa far accendere una lampadina interna.
Se qualcuno, inoltre, ha un’attività da segnalare, un’idea che gli frulla in testa e vuole comunicarla al sottoscritto mi contatti alla mail segnalata a destra, oppure su facebook.

 
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Pubblicato da su aprile 29, 2011 in Critiche, Idee

 

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Cattedrali nel deserto a Roverè veronese

Trova le differenze tra queste tre immagini.


E’ difficile; lo riconosco: le differenze sono così impercettibili da mettere in crisi anche i più grandi estimatori della settimana enigmistica.
Mentre immagino starete confrontando i dettagli delle tre con una lente di ingrandimento, sottoporgo una definizione che penso possa riassumere il concetto di fondo.

CATTEDRALE NEL DESERTO: La cattedrale nel deserto è, tipicamente, un’opera (spesso a carattere pubblico) realizzata in un contesto non sviluppato economicamente o socialmente. Tendenzialmente viene costruita con l’idea di sviluppare una zona depressa, ma, il più delle volte, si rivela unicamente un dispendio di denaro.

Analizziamo nel dettaglio il soggetto Percorso attrezzato alla Conca dei Parpari.

Selezione di alberi tristi (causa: abbandono)

Presenza di margherite bovine sul percorso chiuso (causa: abbandono)

Sempre sul percorso, presenza di monnezza abbandonata Napoli style (causa: indovinate?)

Incuria generale (a questo punto la causa penso sia intuibile)

La domanda a questo punto sorge spontanea: Che senso ha fare un progetto tanto impegnativo – si parla di decine di migliaia di euro – se poi lo si abbandona allo sfascio?
Non è che hanno usato i soldi della manutenzione per confezionare l’inutile schifopuscolo recapitato nelle nostre case, vero?

Detto questo, a tutti coloro che in questo momento staranno indirizzando improperi e/o ingiurie al sottoscritto (Cosa vuole questo qui? Come si permette di sputare nel piatto dove mangia? Bello sforzo, senza mettere la faccia! etc etc) lascio un altro paio di immagini – queste bellissime – delle nostre montagne al naturale.
Così come le precedenti, cliccate sopra le immagini per per ingrandirle.
Buon fine settimana e buona domenica delle palme a tutti.

 
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Pubblicato da su aprile 16, 2011 in Critiche

 

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